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Il Tacchino risalente alla dominazione borbonica

Fidenza – Nelle prime colline di Fidenza si trova un’azienda agricola che nel ’91 ha scelto di coltivare ed allevare in modo biologico, quando questo mondo era appena agli inizi e quelli che lo sceglievano erano dei veri pionieri in Italia. L’impresa si chiama “Azienda agricola Monticello” di Angela Frati, con una estensione da 15 ettari e coltivati a seminativo: cereali, erba medica, favino, pisello proteico e altro. “Ho scelto di coltivare queste colture – sottolinea Angela – perché c’è poca acqua in questa zona e queste colture ne richiedono poca” Angela nata in una famiglia di agricoltori, all’inizio non ha seguito l’attività dei suoi genitori, ma è andata a lavorare come dipendente per circa 20 anni, poi un giorno ha comprato questo podere, perché aveva l’esigenza di fare qualcosa che si allineasse alla sua idea di vivere rispettando l’ambiente. Oltre ai seminativi alleva anche animali da cortile come l’antica razza risalente alla dominazione borbonica il tacchino di Parma e di Piacenza, la razza sembra sia originata da animali importati dalla Spagna durante la dominazione Borbonica. La colorazione è infatti simile a quella del tacchino di razza “Spagnola d’Osca”. Questa razza particolarmente pregiata per la pelle candida e il peso superiore a quello di tutte le altre razze, era allevata per la carne consumata nel periodo natalizio e per le uova. Le tacchine sono infatti ottime riproduttrici, portano a termine anche tre schiuse per stagione. Gli animali vivono allo stato brado e alimentati per il 90 per cento da prodotti provenienti dalla sua azienda, vengono allevati diversi tipi di galline come la bionda piemontese, bianca di Saluzzo, gallina o cappone di Morozzo che è anche presidio Slow Food. Il Tacchino, è una razza molta antica che era diffuso nel Ducato di Parma e Piacenza, si presenta di taglio più grande rispetto ad altri tacchini locali, ha un piumaggio perlopiù grigiastro, con sfumature dal nero al grigio acciaio, fino al nero metallico, con bande più chiare avvicinandosi verso la coda. Bisogna anche ricordare che è una razza che rischia l’estinzione per i pochi capi allevati localmente, Angela ne alleva circa una 60 all’anno, quando diventa adulto peso tra i 9 e 10 chili e ci vogliono circa da un’anno ad uno e mezzo. Gli animali vengono curati in modo bio, senza l’utilizzo di antibiotici e i maschi per la riproduzione vengono allevati internamente con la fecondazione delle femmine. La carne si presenta magra senza grasso, altamente proteica e molto saporita, vivendo allo stato brado e seguendo il suo ciclo naturale le carni hanno un costo maggiore rispetto a quelle che trovano nei supermercati che sono insapore, il costo al chilo è sui 10 euro. Un mio consiglio, ne vale la pena per il sapore meraviglioso che hanno queste carni, quando l’assapori per la prima volta, non la dimentichi più. Durante il giorno gli animali sono liberi, alla sera vengono messi nel capannone, per la presenza delle volpi, infatti oltre ai costi maggiori di produzione che devono sostenere, deve combattere anche contro le volpi, che uccidono diversi tacchini. Bisogna che i consumatori prendono coscienza che devono pagare il lavoro degli agricoltori per avere qualità e per poter mangiare ancora del vero made in  Italy. I capi allevati tra tacchino di Parma e Piacenza e altri animali di corte sono circa 800/1000 capi. Le vendite degli animali di corte avviene nel periodo che va tra ottobre e dicembre, perché i pulcini iniziano l’ingrasso dal mese di aprile e piano piano crescono liberi e vengono macellati quando diventano grandi. L’azienda agricola si è dotata anche di un macello per poter dare un miglior servizio. “Quando ho iniziato – ricorda Angela – nella mia zona c’erano molte azdore che allevavano e macellavano in casa gli animali. Ora è un’usanza che non esiste più, così ho dovuto adeguarmi per seguire l’esigenze dei consumatori. Gli animali per essere acquistati bisogna telefonare e fare la prenotazione perché vengono macellati e così quando arrivano il cliente sono già pronti. Tra i clienti che comprano le carni ci sono anche stranieri abitanti in Italia come gli americani quando devono festeggiare le loro feste, romeni e albanesi. L’avventura di Angela era iniziata solo con i seminativi, e contemporaneamente allevava qualche animale ma solo per passione, poi piano piano, visto le numerose le persone che richiedevano sempre più animali, ha determinato la decisione di farlo diventare un lavoro, costruendo un capannone e il macello. “All’inizio è stata dura – sottolinea Angela – ma il periodo che ho vissuto in campagna con i miei genitori, mi ha molto aiutato a superare le difficoltà”. 

Indirizzo:

Azienda agricola Monticello

Via Cogolonchio, 18

Fidenza (PR)

Tel.:333/9515766

Maurizio Ranucci
direttore responsabile
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