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Un’artigiano dell’agricoltura “San Biagio Vecchio”

Dal 2008 Andrea Balducci conduce la cantina con l’aiuto della moglie Lucia Ziniti e ha ridato linfa ad un appezzamento storico sulle colline di Oriolo dei Fichi, portando avanti le vecchie tradizioni di famiglia. Qui si fanno vini rustici e genuini che nel loro interno si possono sentire il terroir di questo meraviglioso territorio che si trova intorno alla “Torre di Oriolo” e la coltivazione del grano “Gentil Rosso” 

Tra i campi che circondano la Torre di Oriolo, si trova una piccola azienda vinicola artigiana è la “Cantina San Biagio Vecchio” a due passi da Faenza, che produce una tra le Albane più interessanti che attualmente prodotte in Romagna “SabbiaGialla”. L’azienda è condotta dal giovane Andrea Balducci con la collaborazione di suo Zio Giorgio Balducci Enologo e sua moglie Lucia Ziniti e un anziano contadino Mario. La storia di Andrea inizia quando da giovane prima per passione e dopo per mantenersi all’Università aiutava il giardiniere che custodiva i due ettari di parchi che circondavano la sua abitazione, gli piaceva molto stare a contatto con la natura, ma come spesso accade, non scelse come ribadivano i suoi genitori di fare Agraria, ma decise di fare Giurisprudenza. Un giorno sui zio lo chiamo per informarlo che nelle colline di Oriolo dei Fichi c’era l’opportunità di prendere in gestione una piccola azienda vinicola. “Andai a vedere – ricorda Andrea – ma in quel periodo non ero nelle condizioni di poter fare il passo, anche se era un mio desiderio lavorare in campagna, dovevo finire l’università, ero ancora giovane, non avevo molta esperienza e non avevo ancora le idee chiare. L’episodio successe in una nebbiosa giornata di novembre, quando arrivato al cospetto del podere, avvertì lo stesso odore e la stessa atmosfera delle giornate passate insieme al nonno enologo in mezzo ai vigneti quando era piccolo. Non solo, Don Antonio Baldassari proprietario dei terreni e della Cantina, appassionato del buon vino, lo prese sottobraccio e lo condusse in mezzo al vigneto. Sembrava che mi stesse aspettando come suo successore”. Avvenne l’imprevedibile, infatti Andrea, smise di studiare a 5 esami dalla laurea e decise di fare il viticultore, senza esperienza ma con una grande volontà e passione, e con l’aiuto dello zio, del parroco e di un aiutante è riuscito ad andare avanti. La conduzione dell’azienda, si può dire artigianale, l’uva viene ancora raccolta in cassette e cercano di utilizzare la tecnologia meno invasiva, e dosaggi minimi di solforosa. Le prime bottiglie sono stata realizzate nell’anno dell’insediamento, nel 2005, e l’occasione fu, per il matrimonio di un suo amico. La materia prima imbottigliata è stata l’Albane e il Centesimino. “Nella loro prima uscita – ricorda Andrea – dimostrarono tutto il loro grande potenziale e sviluppo per il futuro. Perché gli ospiti apprezzarono molto il vino”. La prima grande soddisfazione è stata l’albana “Sabbia Gialla” nel 2009, una grande annata che ha avuto un grande successo presso tra gli stimatori di questo prodotto. Il nome “Sabbia Gialla” deriva dalla terra che in quella zona ha la caratteristica di avere lembi di colore giallo per la presenza di sabbia. Un’altra caratteristica dell’azienda è la tecnica nuova di potatura della piante che si chiama “Potatura Soffice”, creata da due giovani viticoltori friuliani, che hanno messo creato il nuovo metodo, che permette di non essere troppo invasivo con la pianta. L’approccio sulla pianta è individuale, fatto di interventi mirati pianta per pianta, con potature sul legno giovane, evitando tagli di ritorno, facendo legature, potatura verde  e scacchiatura, con il risultato di rendere produttivo un vigneto per almeno 50 anni e contribuire nella prevenzione delle malattie del legno della vite. Con questo metodo di lavoro si evita di fare tagli importanti, siccome la vite è una pianta incapace di cicatrizzare le ferite che le vengono inferte sul legno vecchio mentre riesce a difendersi su quelle praticate sui tralci di 1 o 2 anni di età. Da alcuni anni coltiva anche nei suoi territorio una vecchia varietà di grano il “Gentil rosso” (Più vecchia del Senatore Cappelli) che era diffusa in Romagna già nel 1800 boi nel 1925 abbandonato per altri più produttive. Non utilizzano alcun diserbo né trattamento chimico perché tutti terreni sono certificati biologici. Questa varietà ha un contenuto di glutine molto basso e per questo per i canoni stabiliti dall’industria è considerata debole, ma nel contempo riesce ad essere molto versatile. In panificazione e in preparazione classiche come piadina o sfoglia il Gentil Rosso si può utilizzare in purezza mentre per fare la pizza può a discrezione essere tagliata con piccole percentuali di farina dio altre varietà. 

 

“Sabbia Gialla 2016” un’Albana in purezza, un bianco atipico che svolge una breve macerazione sulle bucce, che si presenta dinamico, dal colore giallo dorato, al naso si possono sentire frutta del territorio pesche, albicocca, ma con sentori agrumati di frutta tropicale ma anche sfumature di miele. Interessante acidità e la salinità che gli danno quell’equilibrio, che ad ogni sorso, chiama il secondo.

 

 

 

 

 

 

“Vino Bianco”, un uvaggio Chardonnay, Malvasia Aromatica, Trebbiano Romagnolo, Albana è un bianco che si possono sentire le note più morbide della Malvasia Aromatica, che si mescolano con l’eleganza dello Chardonnay, con la presenza della freschezza diretta del Trebbiano di Romagna e la tipicità territoriale dell’Albana. Si presenta di colore è giallo paglierino. Al naso i profumi sono morbidi e leggermente aromatici di frutta matura e fiori di campo. Al palato conserva un frutto ricco e gustoso, con un finale di buona freschezza.

 

 

 

 

 

 

“Mamma mia”, un uvaggio tra Chardonnay, malvasia aromatica di Candia e Trebbiano di fiamma. Si presenta giallo paglierino con note vegetali e agrumate che rendono morbide e seducente il bouquet. Al palto è sapido e con una buona acidità che realizza un equilibrio armonioso.

 

 

 

 

 

 

 

“Porca Loca” un sangiovese dal colore rosso rubino, un vino giovane, leggero e spensierato. Al naso si possono sentire sentori di frutta rossa cileigia, lamnpone e al palato il tannino si presenta morbido con un finale persistente.

 

 

 

 

 

 

 

“Oriolo” un sangiovese fedele alle caratteristiche tipico di questo vitigno, con profumi che possono ricordare la rosa rossa, amarena e prugna. Al palato il tannino si presenta delicato e ha un buon equilibrio, che ne fanno un vino piacevole, garbato e che porta in primo piano la nota sapida del terroir..

 

 

 

 

 

 

 

 

“MonteBarbato” realizzato con uve di Centesimino si propone con note evolute di frutta matura e floreali, morbido ma progressivo in una beva appagante. Un vino piacevole.

 

 

 

 

 

 

 

Indirizzo:

Cantina San Biagio Vecchio

Via Salita di Oriolo, 13

Faenza Ra

Tel.: 3393523168

Maurizio Ranucci
direttore responsabile
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