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Chioggia è Radicchio… ma non solo!

Il Radicchio di Chioggia festeggia i 10 anni di riconoscimento dell’IGP e quale occasione migliore per unire gastronomia al turismo e visitare la “Piccola Venezia” con i suoi canali, i suoi ponti, le sue calli, il tutto immerso in una suggestiva atmosfera lagunare. Anche se il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia IGP è figlio del XXI secolo (www.radicchiodichioggiaigp.it), la sua storia risale a cinque secoli fa, quando la coltivazione del “Rosso di Treviso” si diffuse in varie zone del Veneto (Treviso, Chioggia, Castelfranco, Verona). Per molti anni non si fece alcuna differenza fra la cicoria e il radicchio, soltanto da un centinaio d’anni il radicchio ha visto crescere la propria area di coltivazione in Veneto con relativa crescita economica, mentre le qualità nutrizionali e salutistiche gli sono sempre state riconosciute.

I benefici nutrizionali del radicchio

Coltivato nelle tipologie “precoce” e “tardivo” questo ortaggio croccante e leggermente amarognolo è povero di calorie e ricco di acqua, vitamine e sali minerali, in particolare potassio, fosforo e magnesio, con proprietà antiossidanti e antiradicali, diuretiche e depurative. Buon apportatore di fibre, il radicchio favorisce la digestione e aiuta le funzioni epatiche. Le antocianine, sostanze che gli conferiscono il caratteristico colore rosso, esercitano una funzione protettiva nel nostro organismo, assorbendo e neutralizzando l’azione dannosa dei raggi ultravioletti. Rispetto alle altre cicorie variegate, la Rosa di Chioggia è facilmente riconoscibile per il cespo tondeggiante e compatto, le foglie di colore rosso più o meno intenso con nervature centrali e secondarie bianche. Qui in laguna il radecio de ciosa è ingrediente fondamentale per innumerevoli squisite specialità: si consuma soprattutto crudo, fornendo il massimo di vitamine e principi nutritivi, ma riserva piacevoli sorprese al palato anche da cotto. Molteplici sono infatti i suoi usi in cucina: dalle insalate miste alle paste e ai risotti; grigliato ai ferri o saltato in padella; fritto in pastella o gustoso accompagnamento di carni e pesci, fino alla pasticceria, dove arricchisce torte e gelati.

A zonzo tra calli e ponti

Ma non si vive di solo cibo, per cui eccoci ora impegnati nella visita della bella città lagunare. Chioggia può vantare una storia più antica di Venezia, se è vero che Plinio il Vecchio la cita nella sua “Historia Naturalis” del I secolo dC, chiamandola “Fossa Clodia”, da cui l’appellativo Chioggia. Fin dal Medioevo, la città ebbe grande importanza per l’estrazione del sale e la pesca; di questo periodo di antico splendore restano pregevoli testimonianze. Partendo dal simbolico Leone Marciano, all’interno del caratteristico centro storico a forma di “lisca di pesce”, sono da non perdere la Cattedrale del XII secolo, ricostruita in epoca barocca dopo un devastante incendio; la piccola chiesa di Pietro e Paolo; la chiesa di San Domenico con il San Paolo, ultima opera di Carpaccio; il Museo Diocesano; Palazzo Poli-Carriera lungo l’animato Corso del Popolo, noto come Palazzo Goldoni, perché fu la residenza del famoso commediografo tra il 1725 e il 1729 (Le Baruffe Chiozzotte). Palazzo Grassi è sede universitaria e ospita il Museo di zoologia marina “Giuseppe Olivi” con la più antica collezione di organismi marini dell’Adriatico. Chioggia può vantare, infine, un unicum da “guinness dei primati”: sul campanile della chiesa di Sant’Andrea è montato l’orologio da torre, tuttora funzionante, più antico del mondo, risalente al XIV secolo.

Strozzapreti con Sugo di Cappesante e Radicchio di Chioggia

Strozzapreti con Cappesante e radicchio

Ingredienti (per 2 persone):

180 g di pasta fresca

½ cespo di radicchio di Chioggia

120 g di cappesante

1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva

1 spicchio d’aglio

sale

pepe nero

vino bianco

Preparazione

Tagliare finemente il radicchio e le cappesante, mettere il tutto in una padella a soffriggere con un po’ d’olio e aglio, aggiustare di sale e pepe, infine sfumare col vino bianco. Cuocere gli strozzapreti in abbondante acqua salata, scolarli la pasta al dente e unirli al sugo preparato. Amalgamare bene il tutto e poi impiattare.

 

 

Filetti di Sgombro Fritti con Radicchio al Vino Bianco

Sgombro con radicchio

Preparazione

Pulire ed eviscerare gli sgombri, sfilettarli e ricavarne 4 filetti, quindi infarinarli e friggerli in abbondante olio di mais. Nel frattempo, lavare e tagliare finemente il radicchio, preparare una dadolata di cipolla e far appassire il tutto in una padella con un po’ d’olio d’oliva, sale e pepe. A fine cottura aggiungere due cucchiai di aceto e far evaporare. Impiattare i filetti di sgombro sovrapponendoli a sandwich con la farcia di radicchio.

Ingredienti (per 2 persone):

2 sgombri di media dimensione

1 cespo di radicchio rosso di Chioggia

1 cipolla bianca

olio di mais per friggere

2 cucchiai di olio extravergine d’oliva

2 cucchiai di aceto

sale

pepe nero

 

 

 

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